Giovedì, 18 Agosto 2005 - Sant'Elena, imperatrice  

I FIORETTI
Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII 
Capitolo VIII
Capitolo IX 
Capitolo X
Capitolo XI 
Capitolo XII
Capitolo XIII 
Capitolo XIV 
Capitolo XV 
Capitolo XVI 
Capitolo XVII 
Capitolo XVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XX 
Capitolo XXI 
Capitolo XXII 
Capitolo XXIII 
Capitolo XXIV 
Capitolo XXV 
Capitolo XXVI 
Capitolo XXVII 
Capitolo XXVIII 
Capitolo XIX 
Capitolo XXX 
Capitolo XXXI 
Capitolo XXXII 
Capitolo XXXIII 
Capitolo XXXIV 
Capitolo XXXV 
Capitolo XXXVI 
Capitolo XXXVII 
Capitolo XXXVIII 
Capitolo XXXIX 
Capitolo XL 
Capitolo XLI 
Capitolo XLII 
Capitolo XLIII 
Capitolo XLIV 
Capitolo XLV 
Capitolo XLVI 
Capitolo XLVII 
Capitolo XLVIII 
Capitolo XLIX 
Capitolo L 
Capitolo LI 
Capitolo LII 
Capitolo LIII 
I FIORETTI DI SAN FRANCESCO

I FIORETTI DI SAN FRANCESCO

I FIORETTI di San Francesco costituiscono una meravigliosa e inimitabile raccolta di “miracoli ed esempli devoti”, propri della vita del Santo assisiate, volgarizzati nell'ultimo quarto del Trecento da un ignoto toscano, il quale li ha ricavati, quasi interamente, dagli “Actus beati Francisci et sociorum eius”, composti probabilmente da Ugolino da Montegiorgio tra il 1327/1340.
Questo volgarizzamento, ormai celeberrimo, propone indubbiamente gesti e parole di Francesco che, nella sostanza, possono considerarsi storici o di tradizione orale di buona vena, e solo talvolta fioritura leggendaria. Per una loro utilizzazione occorre tuttavia molta cautela. Intessuti dei motivi più puri e idealizzati del francescanesimo, s'impongono soprattutto per la schiettezza della lingua parlata, per il candore del sentimento religioso, per le parole altissime del magistero morale del Poverello, ma risentono di una mutata temperie spirituale; e, particolarmente negli ultimi capitoli, rivelano presenti i motivi caratteristici della letteratura degli “Spirituali”, anche se raramente in termini esacerbati.
Sottolinea Stanislao da Campagnola: “Principiando con il primo proselitismo francescano, essi offrono - senza alcuna pretesa cronologica, senza un ordine prestabilito e senza una tesi da dimostrare -, le conversazioni di Francesco con alcuni dei suoi più noti compagni (Bernardo, Elia, Egidio, Leone, Masseo, Chiara, Rufino, Silvestro ecc. ), da cui sgorgarono i più alti insegnamenti francescani (la perfetta letizia, la povertà, l'amore per le creature, la predica agli uccelli, il lupo di Gubbio ecc.). I capitoli finali contengono invece le storie degli Spirituali marchigiani (Corrado d’Offida, Giovanni della Penna, Giovanni della Verna, lacopo da Massa ecc.), in un contesto storico più direttamente sotto influsso spiritualistico. In un solo capitolo, tuttavia, la polemica traspare evidente, ma si tratta di pagine discusse poiché tolte quasi di peso dalla “Cronaca” o “Storia delle sette tribolazioni dell'ordine dei minori” di Angelo Clareno”.
Spesso, nella loro tradizione manoscritta, i Fioretti sono seguiti dalle “Considerazioni sulle stimmate di san Francesco”, un trattatello in volgare, che risale ad altre fonti orali francescane, per ricollegarsi alla “Leggenda maggiore” di San Bonaventura.


INDICE

CAPITOLO I.
Al nome del nostro Signor Gesù Cristo crocifisso e della sua Madre Vergine Maria. In questo libro si contengono certi fioretti, miracoli ed esempi divoti del glorioso poverello di Cristo messer santo Francesco e d'alquanti suoi santi compagni. A laude di Gesù Cristo. Amen.

CAPITOLO II.
Di frate Bernardo da Quintavalle primo compagno di santo Francesco

CAPITOLO III.
Come per mala cogitazione che santo Francesco ebbe contro a frate Bernardo, comandò al detto frate Bernardo che tre volte gli andasse co' piedi in sulla gola e in sulla bocca

CAPITOLO IV.
Come l'agnolo di Dio propuose una quistione a frat'Elia guardiano d'uno luogo di Val di Spoleto; e perché frat'Elia li rispuose superbiosamente, si partì e andonne in cammino di santo Jacopo, dove trovò frate Bernardo e dissegli questa storia

CAPITOLO V.
Come il santo frate Bernardo d'Ascesi fu da santo Francesco mandato a Bologna, e là pres'egli luogo

CAPITOLO VI.
Come santo Francesco benedisse il santo frate Bernardo e lasciollo suo Vicario, quando egli venne a passare di questa vita

CAPITOLO VII.
Come santo Francesco fece una Quaresima in un'isola del lago di Perugia, dove digiunò quaranta dì e quaranta notti e non mangiò più che un mezzo pane

CAPITOLO VIII.
Come andando per cammino santo Francesco e frate Leone, gli spuose quelle cose che sono perfetta letizia

CAPITOLO IX.
Come santo Francesco insegnava rispondere a frate Lione, e non poté mai dire se non contrario di quello Francesco volea

CAPITOLO X.
Come frate Masseo, quasi proverbiando, disse a santo Francesco che a lui tutto il mondo andava dirieto; ed egli rispose che ciò era a confusione del mondo e grazia di Dio; perch'io sono il più vile del mondo

CAPITOLO XI.
Come santo Francesco fece aggirare intorno intorno più volte frate Masseo, e poi n'andò a Siena

CAPITOLO XII.
Come santo Francesco puose frate Masseo allo ufficio della porta, della limosina e della cucina; poi a priego degli altri frati ne lo levò

CAPITOLO XIII.
Come santo Francesco e frate Masseo il pane ch'aveano accattato puosono in su una pietra allato a una fonte, e santo Francesco lodò molto la povertà. Poi pregò Iddio e santo Pietro e santo Paulo che gli mettesse in amore la santa povertà, e come gli apparve santo Pietro e santo Paulo

CAPITOLO XIV.
Come istando santo Francesco con suoi frati a parlare di Dio, Iddio apparve in mezzo di loro

CAPITOLO XV.
Come santa Chiara mangiò con santo Francesco e co' suoi compagni frati in santa Maria degli Agnoli

CAPITOLO XVI.
Come santo Francesco, ricevuto il consiglio di santa Chiara e del santo frate Silvestro, che dovesse predicando convertire molta gente, e' fece il terzo Ordine e predicò agli uccelli e fece stare quete le rondini

CAPITOLO XVII.
Come uno fanciullo fraticino, orando santo Francesco di notte, vide Cristo e la Vergine Maria e molti altri santi parlare con lui

CAPITOLO XVIII.
Del maraviglioso Capitolo che tenne santo Francesco a santa Maria degli Agnoli, dove furono oltre a cinquemila frati

CAPITOLO XIX.
Come dalla vigna del prete da Rieti, in casa di cui orò santo Francesco, per la molta gente che venìa a lui, furono tratte e colte l'uve; e poi miracolosamente fece più vino che mai, sì come santo Francesco gli avea promesso. E come Iddio rivelò a santo Francesco ch'egli arebbe paradiso alla sua partita

CAPITOLO XX.
D'una molto bella visione che vide uno frate giovane, il quale avea in tanta abbominazione la cappa, ch'era disposto di lasciare l'abito e uscire dell'Ordine

CAPITOLO XXI.
Del santissimo miracolo che fece santo Francesco, quando convertì il ferocissimo lupo d'Agobbio

CAPITOLO XXII.
Come santo Francesco dimesticò le tortole salvatiche

CAPITOLO XXIII.
Come santo Francesco liberò un frate ch'era in peccato col demonio

CAPITOLO XXIV.
Come santo Francesco convertì alla fede il Soldano di Babilonia e la meretrice che lo richiese di peccato

CAPITOLO XXV.
Come santo Francesco miracolosamente sanò il lebbroso dell'anima e del corpo, e quel che l'anima gli disse andando in cielo

CAPITOLO XXVI.
Come santo Francesco convertì tre ladroni micidiali, e fecionsi frati; e della nobilissima visione che vide l'uno di loro, il quale fu santissimo frate

CAPITOLO XXVII.
Come santo Francesco convertì a Bologna due scolari, e fecionsi frati; e poi all'uno di loro levò una grande tentazione da dosso

CAPITOLO XXVIII.
D'uno rapimento che venne a frate Bernardo ond'egli stette dalla mattina insino a nona ch'egli non si sentì

CAPITOLO XXIX.
Come il demonio in forma di Crocifisso apparve più volte a frate Ruffino, dicendogli che perdea il bene che facea, però ch'egli non era degli eletti di vita eterna. Di che santo Francesco per rivelazione di Dio il seppe, e fece riconoscere a frate Ruffno il suo errore ch'egli avea creduto

CAPITOLO XXX.
Della bella predica che feceno in Ascesi santo Francesco e frate Ruffino, quando eglino predicarono ignudi

CAPITOLO XXXI.
Come santo Francesco conosceva li segreti delle coscienze di tutti i suoi frati ordinatamente

CAPITOLO XXXII.
Come frate Masseo impetrò da Cristo la virtù della santa umiltà

CAPITOLO XXXIII.
Come santa Chiara, per comandamento del Papa, benedisse il pane il quale era in tavola; di che in ogni pane apparve il segno della santa croce

CAPITOLO XXXIV.
Come santo Lodovico re di Francia personalmente, in forma di pellegrino, andò a Perugia a visitare il santo frate Egidio

CAPITOLO XXXV.
Come essendo inferma santa Chiara, fu miracolosamente portata la notte della pasqua di Natale alla chiesa di santo Francesco, ed ivi udì l'ufficio

CAPITOLO XXXVI.
Come santo Francesco dispuose a frate Lione una bella visione ch'avea veduta

CAPITOLO XXXVII.
Come Gesù Cristo benedetto, a priego di santo Francesco, fece convenire un ricco e gentile cavaliere e farsi frate, il quale avea fatto grande onore e profferta a santo Francesco

CAPITOLO XXXVIII.
Come santo Francesco conobbe in ispirito che frate Elia era dannato e dovea morire fuori dell'Ordine; il perché a' prieghi di frate Elia fece orazione a Cristo per lui e fu esaudito

CAPITOLO XXXIX.
Della maravigliosa predica la quale fece santo Antonio da Padova frate minore in consistorio

CAPITOLO XL.
Del miracolo che Iddio fece quando santo Antonio, essendo a Rimino, predicò a' pesci del mare

CAPITOLO XLI.
Come il venerabile frate Simone liberò di una grande tentazione un frate, il quale per questa cagione voleva uscire fuori dell'Ordine

CAPITOLO XLII.
Di belli miracoli, che fece Iddio per li santi frati, frate Bentivoglia, frate Pietro da Monticello e frate Currado da Offida e come frate Bentivoglia portò un lebbroso quindici miglia in pochissimo tempo, e all'altro parlò santo Michele, e all'altro venne la Vergine Maria e puosegli il figliuolo in braccio

CAPITOLO XLIII.
Come frate Currado da Offida convertì un frate giovane, molestando egli gli altri frati. E come il detto frate giovane morendo, egli apparve al detto frate Currado, pregandolo che orasse per lui. E come lo liberò per la sua orazione delle pene grandissime del purgatorio

CAPITOLO XLIV.
Come a frate Currado apparve la madre di Cristo e santo Giovanni Vangelista e santo Francesco; e dissegli quale di loro portò più dolore della passione di Cristo

CAPITOLO XLV.
Della conversione e vita e miracoli e morte del santo frate Giovanni della Penna

CAPITOLO XLVI.
Come frate Pacifico, istando in orazione, vide l'anima di frate Umile suo fratello andare in cielo

CAPITOLO XLVII.
Di quello santo frate a cui la Madre di Cristo apparve, quando era infermo, ed arrecogli tre bossoli di lattovaro

CAPITOLO XLVIII.
Come frate Jacopo della Massa vide in visione tutti i frati Minori del mondo, in visione di uno arbore, e conobbe la virtù e li meriti e li vizi di ciascuno

CAPITOLO XLIX.
Come Cristo apparve a frate Giovanni della Vernia

CAPITOLO L.
Come dicendo messa il dì de' morti, frate Giovanni della Vernia vide molte anime liberate del purgatorio

CAPITOLO LI.
Del santo frate lacopo da Fallerone; e come, poi che morì, apparve a frate Giovanni della Vernia

CAPITOLO LII.
Della visione di frate Giovanni della Vernia, dove egli conobbe tutto l'ordine della santa Trinità

CAPITOLO LIII.
Come, dicendo messa, frate Giovanni della Vernia cadde come fosse morto



Paolo Rossi
paolo.r@sanfrancescoassisi.org



 
 



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